Christian Vieri: la sua carriera e la storia
Christian Vieri è un campione che forse nessuno ricorda come bandiera della propria squadra perché, durante la sua carriera, ha vestito molte maglie nelle squadre italiane ed europee. È comunque entrato nei cuori degli italiani per le sue numerose reti con la maglia della nazionale. I suoi simboli sono il soprannome "Bobo" e il numero di maglia 32, che ha poi lanciato una moda fra i calciatori suoi fan, coinvolgendo anche alcuni portieri. Seppur autore di valanghe di gol, il suo palmares non è molto ricco. Christian Vieri vanta infatti 1 solo scudetto ottenuto con la maglia della Juventus nella stagione 1996-97, una Coppa Italia vinta con l'Inter nella stagione 2004-05, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale nel 1996, sempre con la maglia della Juventus, e una Coppa delle Coppe con la Lazio nel 1998-99. È stato inoltre capocannoniere della serie A nel 2002-03 con l'Inter.
Christian Vieri nasce a Bologna il 12 luglio del 1973 ma i suoi primi anni li vive in Australia, precisamente a Sidney, dove inizia a tirare i primi calci al pallone. Torna in Italia adolescente e vive a Prato con la famiglia e decide di seguire le orme del padre, Bob Vieri, anch'egli calciatore. La squadra della sua città, il Prato, lo nota e decide di tesserarlo. Il giovane Christian esplode nei campionati giovanili, tanto che la stagione successiva viene ingaggiato dal Torino, club con cui esordirà in serie A il 15 dicembre 1991 contro la Fiorentina.
1993-1997: La gavetta e la Juventus
Le tre stagioni successive Bobo cambierà altrettante maglie: Pisa, Ravenna e Venezia, facendo la cosiddetta gavetta e nell'estate del 1996 avviene il suo trasferimento alla Juventus, dove vive la sua miglior stagione dal punto di vista delle competizioni, vincendo Supercoppa europea, Coppa Intercontinentale, Scudetto e arrivando in finale di Coppa di Campioni, in cui però la Juventus verrà sconfitta dal Borussia Dortmund. Realizza 8 reti in 23 presenze.
L’avventura spagnola, il mondiale di France 1998 e il ritorno in Italia
La sua avventura torinese dura solo una stagione. Al termine dell'anno viene ceduto all'Atletico Madrid e vive l'esperienza della Liga spagnola. Siamo nell'estate del 1998 e Christian Vieri, reduce da una splendida stagione (24 gol in 24 partite) si presenta come punta titolare della nazionale italiana di Cesare Maldini nella Coppa del Mondo disputatasi in Francia. Vieri, autore di 5 gol in altrettante partite, trascina l'Italia fino ai quarti di finale. Rispolvera quindi il suo nome al pubblico italiano, in particolare al presidente della Lazio Sergio Caragnotti, che riesce a riportarlo in Italia e i risultati si vedono subito. Nella stagione 1998-99 la Lazio sfiora lo scudetto, arrivando a un solo punto dal Milan e vincendo la Coppa delle Coppe, battendo in finale il Maiorca per 2-1, con il primo gol segnato proprio da Vieri. Altra stagione strepitosa per il talento italiano che gli vale la chiamata da un signoredel calcio: Massimo Moratti lo vuole all'Inter e paga 90 miliardi di lire per assicurarsi le prestazioni dell’ attaccante ventiseienne.
L’Inter e i 100 goal con la maglia nerazzurra
All'Inter riesce a trovare stabilità: fino a questa esperienza ogni stagione ha significato una maglia diversa, ma con la squadra nerazzurra gioca ben sei stagioni, diventando un prezioso punto di riferimento offensivo. Questi sei anni sono formati, come tutti gli amori, da luci e ombre. Molti gol, più di cento ma pochi trofei. Non sono anni buoni per la società milanese. Anche il rapporto con i tifosi è controverso, fatto di amore e odio. Uno degli episodi più belli e più significativi della sua esperienza in nerazzurro, è durante Inter-Lecce del 6 gennaio del 2004, match durante il quale Bobo segna il suo 100^ gol con la maglia dell'Inter e i suoi compagni, durante l'esultanza, gli posarono una corona d'oro sulla testa. Nell'estate del 2002 Vieri è ancora titolare della nazionale ai Mondiali svoltisi in Giappone e Corea del Sud. Questa volta l'allenatore ë Giovanni Trapattoni: Christian Vieri, autore di 4 gol, non riesce però a portare gli azzurri oltre gli ottavi di finale.
Fine Carriera: Milan, Monaco, Atalanta e Fiorentina
Nell'estate del 2005 Vieri rescinde il contratto con l'Inter e dopo pochi giorni firma con il Milan. Questo sgarbo non viene perdonato dai tifosi interisti che per sei stagioni avevano osannato il loro numero 32 e lo faranno notare nel derby. Ma Christian ha ormai 32 anni, non ha più la potenza fisica devastante che lo aveva contraddistinto e la sua avventura al Milan dura solo mezza stagione. A Gennaio 2006 va a giocare in Francia nel Monaco, dove conclude la stagione segnando 3 gol in 7 partite. A fine stagione Vieri annuncia il suo ritorno in Italia alla Sampdoria, con cui però non giocherà neanche un minuto. Ad agosto infatti firma con l'Atalanta con cui farà la sua prima apparizione solo ad Aprile a causa di un pesante infortunio. Con gli orobici mette a segno 2 gol in un mese e buona parte dell'opinione pubblica crede nella sua rinascita. Gli offre una chance la Fiorentina: Vieri gioca una discreta stagione, segnando 6 gol in 26 partite. La società viola però non rinnova il contratto e Bobo ritorna all'Atalanta per quella che sará la sua ultima stagione da calciatore professionista, ricca di infortuni.
Vieri e il Gossip
Aldilà dei numeri e dei gol, Chritian Vieri è entrato nel cuore degli italiani e il suo nome è famoso anche ai non addetti ai lavori per via della sua mondanità. Celeberrima é la sua storia d'amore con la bellissima Elisabetta Canalis, le sue nottate in discoteca e la storia d'amore successiva, durata cinque anni, con l'ex-velina Melissa Satta. È stato sicuramente uno dei primi calciatori, forse il primo, ad uscire dalla sfera prettamente calcistica ed entrare in quella del Gossip. Christian Vieri ha anche creato due marche di abbigliamento: Sweet Years e Baci&Abbracci con l'amico fraterno Christian Brocchi.
Questa è in sintesi la storia di uno dei più forti attaccanti italiani della storia del calcio. In Christian Vieri c'è tutto: agilità, forza fisica, colpo di testa, velocità. È stato un giocatore che segnava con regolarità, sia con maglie di club che con la nazionale, tanto che è uno dei tre giocatori italiani, insieme a Paolo Rossi e Roberto Baggio, ad aver segnato più reti nei Mondiali: 9 in 2 edizioni. Insomma è stato il giocatore che tutti i presidenti avrebbero voluto nella propria squadra, un attaccante che chiunque metterebbe in campo se volessimo fare un dream team italiano nella storia e dispiace veramente tanto non averlo visto con la Coppa del Mondo nella magica notte di Berlino del 9 luglio 2006.
Articolo scritto da Jacopo Buongiorno
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