Inter-Cagliari 2-1: una vittoria dell'Inter che fa ben sperare per il futuro
Dopo la figuraccia patita in occasione dell’incontro con la Juventus, dove la percentuale di episodi a favore dell’Inter è stata davvero magra e dove si sono evidenziate le lacune nella preparazione atletica e la poca fantasia in materia di iniziative offensive, il tutto sminuito dalla presenza in campo di alcuni giocatori che, almeno per ora, non sembrano all’altezza di vestire una maglia così importante, e dopo la parentesi dedicata alle gesta della nostra Nazionale, l’Inter si è riaffacciata alla finestra del campionato di serie A, che l’ha vista grande protagonista fino a due stagioni fa, leggermente riposata ma con le idee non molto chiare; la partita Inter-Cagliari aveva il significato di far riprendere quota alla milizia di Ranieri se non altro per non perdere ulteriore terreno rispetto a chi la precede in classifica, e per lasciare le posizioni basse nelle quali l’Inter sembrava arenata.
Il primo tempo è stato di chiara tendenza soporifera, pochissime azioni e altrettante poche occasioni da gol, ma nel secondo tempo i nerazzurri hanno finalmente cambiato marcia e hanno preso le misure della porta della squadra di Ballardini, che ha subito il gol di Thiago Motta, nella quale azione, sembra ci sia un palese fuorigioco non rilevato dalla terna arbitrale. Il Cagliari, amareggiato per non aver visto annullare il vantaggio ai nerazzurri, si è fatto proposto in attacco con una timida serie di azioni offensive che però non le hanno dato i frutti tanto anelati, e così l’Inter dopo questa serie di tentativi sterili degli isolani, ha ripreso a macinare gioco e Coutinho ha preso per mano la linea avanzata della squadra milanese ed ha consegnato i tre punti nelle mani di Ranieri con un tiro di precisione chirurgica che ha lasciato la difesa cagliaritana basita.
Anche il Cagliari però, dopo questa rasoiata del brasiliano,non ha perso tempo ed ha cercato in ogni modo di non regalare nulla all’Inter ed ha accorciato lo svantaggio con Larrivey portando sul 2-1 il risultato e per tutti i minuti restanti da giocare ha confermato di voler strappare il pareggio e rovinare la festa ai padroni di casa, ma la partita è finita con il risultato di 2-1 per l’Inter che ha meritato la vittoria solo perché nel secondo tempo ha fatto capire che quando vuole ogni obiettivo non le è mai precluso e quindi se crede sempre nelle sue risorse,pur faticando in modo tremendo, riesce a portare a casa i risultati.
Rientrava dopo l’ennesimo infortunio il nostro portierone Julio Cesar che è sempre una grande garanzia di sicurezza trai pali, anche se dobbiamo riconoscere che Castellazzi si è ben comportato in sua vece: con la Juventus ha infatti limitato il passivo ed in alcune occasioni si è fatto notare per come riusciva a registrare e colmare le distrazioni di alcuni difensori interisti. Ma manca ancora qualcosa a questa difesa: troppe distrazioni e giocatori che non mantengono la posizione, così che Zanetti deve molto spesso intervenire per ricucire le trame di difesa e il filo che lega la difesa al centrocampo.
Si parla tanto del giovane Jonathan che molti stanno già etichettando come il nuovo Maicon, ma forse la fantasia viaggia troppo veloce e questo accostamento, involontariamente, frena la crescita del giovane brasiliano che, sicuramente lusingato per il paragone con il suo maestro, si sforza a fare il Maicon “per forza” e per la voglia di strafare finisce con il diventare talvolta inguardabile. Molti tifosi e addetti al lavoro di cronisti sembra che abbiano dimenticato chi sia Maicon e quindi li esorto a misurare questi slanci generosi di paragone: il ragazzo merita davvero considerazione ma solo se gioca come sa fare, e cioè senza imitare nessuno.
Siamo rimasti molto entusiasti della prova maiuscola del ritrovato Coutinho che oltre al gol del raddoppio si è dimostrato molto presente e propositivo, e quindi se l’Inter è interessata alle gesta di giovani promettenti per una rifondazione graduale ed opportuna, ne ha avuto positiva risposta dal talento arrivato all’Inter durante la preparazione del campionato 2010/11 alla corte di Benitez. Un’altra promessa per un futuro di vittorie in casa Inter è Alvarez che ancora però deve migliorare, anche se la sua visione complessiva di gioco è già molto spiccata e quindi lo vedo volentieri come futuro sostituto di Stankovic: il piede deve ancora trovare armonia con la corsa sul pallone,ma questo fa parte di un insieme di cose che maturano copiando e rubando il mestiere con gli occhi ai suoi più maturi compagni di squadra.
Si avvicina il prossimo impegno di Champions a Mosca contro il CSKA, dove l’Inter è chiamata a confermare la buona vena, che la vede vincente e prima del suo gruppo, per tanti motivi, tra cui quello di far capire quanto sia importante per i colori nerazzurri ben figurare in questa prestigiosa competizione: andare avanti in Champions è qualcosa di inestimabile importanza e quindi puntare sempre più in alto e avvicinarsi ai turni che portano ad una Finale e ripetere, perché no, il trionfo di Madrid.
Dopo Mosca, i giocatori dell’Inter dovranno far dimenticare ai loro tifosi e agli sportivi italiani l’assurda sconfitta con il Trazbonspor subìta nella breve parentesi triste dell’era Gasperini, che non è mai riuscito a farsi capire né benvolere dai suoi giocatori. E quindi l’obiettivo primario sembra quello di superare il primo turno, in testa alla classifica del gruppo. Questa Inter è capace e quindi ce la può fare!
Ma non debbono peccare nel tralasciare la risalita in ambito nazionale e cioè avvicinarsi alle posizioni che significano poter partecipare anche il prossimo anno alla Champions. Sarà ancora più facile fare questi salti di qualità nel gioco quando l’ Inter potrà avvalersi di giocatori come Forlan, al momento infortunato e non utilizzabile in Champions' League, e di uno Snejider riposato e rinvigorito e magari di qualche innesto di un certo peso e nome che il presidente Moratti sembra deciso a procurare nel prossimo mercato di riparazione di Gennaio 2012.
Articolo scritto da Rossano Bertini
21 / 11 / 2011
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