Madrid ai piedi di Mourinho
Oggi c’è stato il Mourinho-day, la presentazione ufficiale di Josè Mourinho come tecnico del Real Madrid. Arrivato al Santiago Bernabeu a bordo di una Ferrari di colore blu, l’ex-tecnico di Porto, Chelsea e Inter ha tenuto la prima conferenza stampa rispondendo a tutte le domande dei giornalisti, mostrando sempre la grande autostima e sicurezza nei propri mezzi, soprattutto con le parole proferite.
Queste le sue prime parole da tecnico delle merengues: "Se credo di essere nato per allenare il Real? Non lo so. Però sono nato per fare l'allenatore di calcio. Sono attratto dal Real, dalla sua storia e anche dalle sue frustrazioni degli ultimi anni. E' un club unico; per un allenatore non allenare il Real sarebbe un buco in una carriera. Sono molto orgoglioso di avere questa responsabilità. Adesso la cosa più bella è vincere: questa è la mia motivazione". Il contratto che ha firmato avrà durata quadriennale, il periodo giusto, secondo il tecnico portoghese, perchè il Real possa tornare ai fasti di un tempo e vincere la Liga ma ancor di più la Champions’ League, trofeo che manca da ben 8 anni, nonostante gli sforzi economici fatti dal presidente Florentino Perez negli anni trascorsi. Ma per Mourinho tale trofeo “deve essere un sogno per il Real Madrid, non un'ossessione".
Riguardo alla rosa il tecnico portoghese ha detto che sia già di buon livello e che abbia bisogno di piccoli aggiustamenti, con massimo 3-4 elementi da inserire nella rosa attuale.Non ha fatto nomi e ha detto che non ne farà alla società, ma indicherà solamente i profili dei giocatori necessari a rafforzare questa rosa comunque già competitiva, lasciando alla società stessa la scelta, in base anche ai soldi disponibili per la prossima campagna acquisti, che ha detto che sarà “tranquilla”. Non ha nemmeno parlato dei singoli giocatori del Real, se non del connazionale Cristiano Ronaldo, di cui non poteva che dire bene, ma ha tenuto a precisare che punterà molto sul gruppo, sulla sua solidità e compattezza: “Cristiano è' un giocatore incredibile per tutto il mondo del calcio, ma la forza della mia squadra non è l'individuo, ma il gruppo; così non sarà difficile raggiungere risultati".
Non potevano ovviamente mancare delle parole di ringraziamento e di saluto per la sua ultima squadra, l’Inter, con cui ha conquistato ben 3 trofei in una sola stagione: scudetto, Champions’ League e Coppa Italia, impresa mai riuscita ad alcuna squadra italiana. “Io non sono un falso umile, e mi sembra che la stagione passata ha fatto di me il migliore allenatore. Non dimentico i miei ex giocatori. Non dimentico l'Inter a cui auguro di vincere tutto, meno la Champions. Non dimenticherò mai quella gente, quel gruppo; davvero fantastici".
La caccia al Barcellona è ufficialmente aperta: Perez ha preso il miglior allenatore per riportare in alto il Real Madrid e far sì che non sia più essa a temere gli avversari, ma che avvenga il contrario, così come detto da Mourinho stesso:” Io non prometto la Champions, ma il Real Madrid non deve avere paura dei sorteggi di Champions, sono i nostri avversari che dovranno avere paura. Io non voglio vedere la paura negli spogliatoi del Real Madrid, voglio che la paura ci sia negli spogliatoi degli avversari del Real”.
31 / 05 / 2010
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